Sul nostro caro e buon Treccani, leggiamo che il ciclismo è lo sport della bicicletta. Può essere individuale o a squadre; e le specialità principali sono il c. su pista, il c. su strada (maggiormente seguito), il ciclocross, la mountain bike. Molte discipline del c. sono specialità olimpiche. Pensate che la prima corsa di bicicli si svolse nel 1868 a Parigi. In Italia, la prima importante corsa su strada fu, nel 1870, la Firenze-Pistoia e nel 1884 si disputò a Torino il primo Campionato italiano di velocità. Il primo Giro d’Italia ebbe luogo nel 1909 e vide la vittoria di L. Ganna. Mentre all’estero si disputavano già la Parigi-Roubaix e la Parigi-Tours (dal 1896), in Italia nacquero via via le cosiddette classiche annuali del ciclismo, come il Giro di Lombardia (1905) e la Milano-Sanremo (1907).

Ma cosa significa realmente ciclismo? Il ciclismo è sudore, fatica, ma anche amore e rispetto per l’ambiente. Il ciclismo è pedalare in salita e sentire bruciare i quadricipiti. Il ciclismo è metterci tutto te stesso per rimanere in scia al gruppo di amici con cui sei uscito e andare fuori soglia con il cuore e poter dire “ce l’ho fatta, li ho raggiunti”. Il ciclismo è ritrovarsi la domenica mattina in un parcheggio per fare insieme agli amici il giro del lago. Il ciclismo è la frazione centrale del triathlon. Il ciclismo è la tua amica che si convince a comprare anche lei una bici da corsa e andare nei weekend a pedalare tra i monti, arrivare in vetta, mangiare insieme una polenta alla valdostana e riscendere giù in paese con il sorriso. Il ciclismo è condivisione, è amicizia, è andare lontano, è soddisfazione. Il ciclismo è…beh, devi provarlo!